Descrizione Progetto

L’Ashtanga Vinyasa è un metodo molto vigoroso di studiare e praticare yoga: “Practice, practice, practice”, così Pattabhi Jois, allievo di Krishnamacharya e fondatore della scuola di Mysore in India, definiva lo yoga e così possiamo, sul tappetino e fuori da esso, vivere ogni istante della nostra vita. Pratica e disciplina, insieme a flessibilità e fluidità, saranno parte del nostro quotidiano.

La serie dell’Ashtanga è sempre uguale, ed è il corpomente del/della praticante a cambiare: ogni giorno il nostro corpo e la nostra mente affrontano difficoltà grandi e piccole, o viceversa vivono momenti di gioia e serenità. Tutto questo viene metabolizzato, e come si vive la pratica sarà una cartina di tornasole importantissima per imparare a conoscersi meglio, a gestire e accogliere gli alti e bassi e, soprattutto, sarà un momento di “meditazione in movimento”, focalizzandoti solo su di sé, sul respiro, sul corpo.

Corso di Ashtanga Yoga: uno stile, due modalità di pratica

Classe guidata o classe “Mysore”?

L’unicità dell’Ashtanga, data dalla presenza di serie codificate di movimenti, permette lo studio e la pratica di questo stile in due modalità diverse e complementari: la classe guidata e la classe Mysore.

Nella classe guidata, la docente dà un ritmo univoco alla classe, chiamando le posture, scandendo gli atti respiratori e contando i respiri.

Si tratta di una modalità che permette di imparare e mantenere il ritmo, di armonizzarsi alla classe, lasciandosi guidare dalla voce dell’insegnante, concentrandosi sulle posizioni e sul respiro senza dover pensare alla serie.

Il metodo della classe Mysore è quello tipico indiano, di Mysore appunto, città dove l’Ashtanga Yoga ha visto i suoi natali.

In questo tipo di classe, non è la docente a scandire la lezione, ma è ciascun/a praticante che, sul proprio tappetino e con il proprio ritmo, esegue la pratica, dai primi saluti al sole fino alle posizioni di chiusura.

La docente avrà così la possibilità di girare nella sala, dando indicazioni e aggiustamenti ad hoc e specifiche per ognuno.

Durante la pratica Mysore è chi pratica che sceglie il ritmo, la durata della pratica, e su quali āsana o princìpi soffermarsi maggiormente. Tutto questo, però, sempre sotto la supervisione e l’assistenza della docente.

Anche se sei totalmente digiuno di Ashtanga (o di yoga in generale), questo è forse il modo migliore per iniziare.

Insegnante: Elisa Rigato